Miss Europa (Prix de beauté)

Louise Brooks in Miss Europa (Prix de beauté) di Augusto Genina

I concorsi di bellezza femminile, da noi opportunamente relegati nel limbo delle fiere di cattivo gusto, costituiscono tuttavia una ricca sorgente di spunti teatrali e cinematografici. Augusto Genina ne ha tratto argomento per un film di vasto respiro, intessuto di elementi comici, sentimentali e drammatici. Questi ultimi appaiono però soltanto in fondo all’azione, imprevedutamente, con il risultato di lasciar perplessi gli spettatori, che, come è noto, non amano finali tragici, quando non siano assolutamente indispensabili. Fatta questa riserva sul soggetto, non resta che ammirare incondizionatamente questa ennesima fatica del nostro eminente inscenatore, che, dopo una lunga parentesi teutonica, lavora ora in Francia e che tutti si augurano di veder dedicare nuovamente le sue mirabili energie alla risorgente cinematografia italiana.

Alla consueta grande dignità artistica, maestria della messa in scena e ricerca della perfezione in ogni particolare fa riscontro in questo film una bellissima fotografia e una tecnica sonora quale difficilmente accede veder realizzata in altri films. Peccato che tutto ciò sia in parte neutralizzato da una riduzione del tutto disinvolta, nella quale il parlato è talora sostituito con parole italiane, tal’altra con didascalie, secondo il capriccio del riduttore. Sarebbe ormai tempo che si provvedesse a evitare questo purtroppo consueto inconveniente e a presentare i films in veste altrettanto decorosa quanto l’originale.

Della messa in scena abbiamo detto. L’interpretazione è anch’essa perfetta per il giro scenico e per l’aderenza di ciascun interprete al personaggio. Accanto a Louise Brooks, e Gaston Jacquet, a Jean Bradin abbiamo riveduto con piacere, in una particina di scorcio che ha mirabilmente disegnata, il nostro Augusto Bandini.

Lo stragrande ed elegantissimo pubblico della Arena Esedra ha fatto al film le più liete accoglienze.

D. L.
Roma, luglio 1932

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