La George Eastman House

Cinema fascicolo 36 15 aprile 1950

Nel novembre del 1949 a Rochester (N. Y.) si è aperto al pubblico il primo centro nazionale e internazionale del mondo fotografico: la George Eastman House. Dedicato alla memoria del grande americano (1854-1932), che si applicò più di ogni altro in America allo sviluppo della fotografia ed alla sua divulgazione, il Centro risiede in una grande villa in stile georgiano che lo stesso Eastman fece costruire nel 1905 per sé e per sua madre, e che lasciò in eredità all’Università di Rochester. Questa, invece di adibirla a residenza del rettore magnifico, a cui l’aveva destinata il donatore, d’accordo con la Eastman Kodak Company, vi installò il museo. Naturalmente, essendo stato George Eastman anche uno dei più importanti costruttori di apparecchi cinematografici (si deve a lui la pellicola di celluloide con perforazione laterale, brevettata nel 1889), tra le ventidue sezioni del museo, alcune sono dedicate alla storia della cinematografia. Zootropi, fenachisticopi, prassinoscopi, tra cui quello di Reynaud, apparecchi Lumière, proiettori e macchine da presa dei pionieri Dénemy, De Bedts, Grimon-Sanson, Prestwich, Boulé, Armat, vi figurano accanto a proiettori, macchine da presa e perforatrici usate durante i primi vent’anni del nostro secolo. Non mancano anche vecchi film europei tra i quali alcuni italiani, come L’inferno (1909) e l’Odissea (1911) della Milano Film, Marcantonio e Cleopatra (1913) della Cines, Tigris (1913) della Itala, Spartaco ovvero il gladiatore della Tracia (1913) della Pasquali, e qualche altro più recente. Li ha depositati alla Eastman House James Card, che mi chiese su di essi, qualche mese fa, alcune informazioni. Le numerose fotografie che mi sono state inviate dal cortese E. F. Richner, del Public Relations Office, insieme alla prima dozzina di bollettini sull’attività della Eastman House, trasmessi anche per radio, provano l’importanza dell’istituzione. La quale tra l’altro organizza mostre periodiche, conferenze, corsi di fotografia e via dicendo. La fotografia nella caricatura è il soggetto della mostra parta il 22 febbraio scorso, contemporaneamente a quella per il centocinquantesimo anniversario della nascita del pioniere della fotografia: Fox Talbot, di cui si conservano numerosi cimeli. Nella prima, figura il primo disegno caricaturale su un fotografo, del francese Maurisset (1839), intitolato La daguerrotipomania, e inoltre un disegno di Daumier che ritrae il grande fotografo francese Nadar mentre sta fotografando da un pallone aerostatico. La George Eastman House di Rochester si è indubbiamente assicurata un posto preminente tra consimili istituzioni, quali la Film Library di New York e la Cinémathèque Française. E in Italia? In Italia si dorme, e molto materiale storico, cinematografico e fotografico, va disperso fra l’indifferenza generale. Alla Mole Antonelliana di Torino, dove potrebbe sorgere senza troppe difficoltà un Museo nazionale del cinema con una sezione fotografica (Torino oltre ad essere stata il primo centro italiano cinematografico, fu anche il primo centro italiano della fotografia artistica), il materiale storico cinematografico e fotografico, che raccolgo da quasi dieci anni, aspetta la sua sistemazione.

M. A. Prolo
(Cinema Nuova Serie, 15 aprile 1950)

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